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SUMMARY:Le cascatelle di Borgo San Sergio Trieste con gli amici di SOS Carso
DESCRIPTION:10 maggio ore 9.00 ritrovo al parcheggio del Liceo Monfalcone per arrivare al luogo di ritrovo per le ore 10 davanti alla pasticceria Viezzoli di Via Antonio Baiamonti 56/11\, Trieste. L’escursione sarà assieme agli amici di SOS Carso per vedere tutta l’attività svolta per la loro valorizzazione delle cascatelle di Borgo San Sergio\, peculiarità regionale di cascate in travertino su roccia flischoide . \nhttps://www.triestecafe.it/it/news/magazine/sos-carso-pulizia-alle-cascatelle-di-borgo-san-sergio-30-mc-tra-ferraglia-22-settembre-2019.html \n 
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SUMMARY:Il paesaggio di San Floriano visto con la dott.ssa Laura Fiorino
DESCRIPTION:17 maggio ore 9.30 Piazza Libertà\, 2\, San Floriano del Collio per camminare  assieme alla dott.ssa Laura Fiorino per discutere del paesaggio di San Floriano. \n\n\n\nUn itinerario transfrontaliero tra i vigneti di ca 12 km ad anello tra la Slovenia ed il Collio. \n\nPartenza: San Floriano\, Piazza Libertà\nSeguendo la via Castello si arriva al Castello Tacco\, un antico castello di guerra parte di un più ampio sistema difensivo imperiale\, ora convertito in azienda agricola e alloggio.\nContinuando sulla via Castello e imboccando poi la SP 17 (Via Sovenza) verso Hum\, si arriva nei pressi dell’omonima località slovena per immergersi nel tipico paesaggio collinare dei vigneti.\nRimanendo sempre in Slovenia\, si arriva nel tranquillo paesino di Podsabotin per una breve sosta. Situato ai piedi del Monte Sabotino\, ricorda la ruralità e la semplicità di tempi ormai passati.\nProseguendo lungo la località Conigo e successivamente Madonnina di Oslavia\, si giunge alla località di Lenzuolo bianco\, dove è collocata l’azienda Gravner\, una cantina vinicola d’elite con molte curiosità da svelare.\nInfine\, costeggiando i vigneti (via Oslavia) si ritorna verso San Floriano per concludere il percorso con l’ultima tappa: la visita al Castello Formentini\, un importante punto di riferimento durante i secoli\, in grado di offrire insieme cultura ed intrattenimento.\nRitorno: San Floriano\, Piazza Libertà\n\n\n\n\n\n  \n 
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SUMMARY:Sui torrenti Reca e Corno del Collio per vedere i pesci con Eugenio Miotti
DESCRIPTION:Il 24 maggio alle ore 9.30\, con ritrovo al parcheggio della vineria di Vencò a Dolegna del Collio\, organizziamo l’escursione con Eugenio Miotti dal titolo “I pesci dei torrenti Reca e Corno”. \nIl torrente Reca è un affluente di sinistra del fiume Judrio e fa parte del bacino idrografico del fiume Isonzo. E’ un corso d’acqua transfrontaliero con una lunghezza totale di circa 6\,5 km\, dei quali 5 in Slovenia e 1\,5 in Italia. Ha origine in Slovenia\, nei pressi di Dobrovo\, dalla confluenza del rio Vedrijanšček e del rio Imenjščica e confluisce nello Judrio presso Vencò. Scorre interamente nel territorio denominato Collio/Brda\, sul fondo di una piccola valle quasi interamente ricoperta da vigneti. In molti tratti la vite è coltivata fino sulle sponde del torrente\, così da aver condizionato la sua morfologia. Le sponde argillose sono state stabilizzate da massi di pietra\, l’alveo è stato livellato fino ad alterare la naturale sequenza buche/raschi e i filari di pioppi e salici lungo le sponde sono stati eliminati. Il Reca ha mantenuto una certa naturalità solo nell’ultimo tratto in territorio sloveno e in gran parte del tratto in territorio italiano. \nIl bacino idrografico dello Judrio presenta una notevole biodiversità ittica con specie che vivono in un areale ridotto e popolazioni un tempo abbondanti e che negli ultimi anni hanno subito un drastico calo. Al giorno d’oggi sono pochi i luoghi in cui si sono conservate le condizioni adatte al mantenimento di comunità ben equilibrate. Tra queste vi è il tratto finale del torrente Reca. Le specie ittiche autoctone presenti nel Reca sono le seguenti: Lasca (Protochondrostoma genei)\, Gobione italico (Gobio benacensis)\, Barbo comune (Barbus plebejus)\, Barbo balcanico (Barbus balcanicus)\, Alborella (Alburnus alborella)\, Cavedano italico (Squalius squalus)\, Sanguinerola italica (Phoxinus lumaireul)\, Ghiozzo padano (Padogobius bonelli)\, Cobite comune (Cobitis bilineata)\, Cobite barbatello (Barbatula barbatula)\, Anguilla (Anguilla anguilla). In seguito a transfaunazioni operate in epoche recenti dall’Ente Tutela Pesca del FVG con materiale ittico proveniente da altre acque friulane\, sono presenti anche il Vairone (Telestes muticellus)\, la Tinca (Tinca tinca) e la Carpa (Cyprinus carpio ). Si segnala inoltre la presenza – dovuta a immissioni – del Persico sole (Lepomis gibbosus) e del Naso (Chondrostoma nasus)\, entità alloctone provenienti rispettivamente dal Nord America e dal bacino danubiano. Nel tratto superiore dello Judrio esiste poi ancora una popolazione consistente di gambero di fiume Italiano (Austropotamius pallipes italicus) (http://www.entetutelapesca.it/cms/it/istituzionale/documentazione/Pubblicazioni/pubblicazioni_multime diali/carta_ittica/index.htm) In particolare sono quattro le specie che\, per la loro rarità e importanza ecologica e biologica\, necessitano di un qualche forma di tutela del loro habitat: 1) lasca (Protochondrostoma genei); 2) gobione italico (Gobio benacensis)\, 3) barbo balcanico (Barbus balcanicus) 4) Barbatula barbatula .  \n\nLa Lasca (Protochondrostoma genei ) è endemica dei fiumi dell’Italia settentrionale fino alla Slovenia ed è stata introdotta in alcuni corsi d’acqua dell’Italia centrale. Ha subito una involuzione numerica di oltre l’ 80% scomparendo da molti corsi della Regione. La specie viene valutata In Pericolo (EN) dalla IUCN sulla base di una riduzione della popolazione del 50% in 10 anni (3 generazioni)\, a causa soprattutto delle modifiche degli habitat sopravvenute per cause antropiche (www.iucn.org). Il rapido declino di tutte le popolazioni ha fatto sì che fosse inserita nell’allegato II della Direttiva Habitat 92/43/CEE (SPECIE ANIMALI E VEGETALI D’INTERESSE COMUNITARIO LA CUI CONSERVAZIONE RICHIEDE LA DESIGNAZIONE DI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE). Il Reca è uno degli ultimi corsi d’acqua della Regione in cui è certamente presente (Battistella et al. 1999; più recentemente la specie è stata segnalata da Pizzul -Dip. Scienze della Vita\, Univ. Trieste- per conto di ETPI nel 2016).\n\n\nIl Gobione italico (Gobio benacensis) attualmente è classificato nella Lista Rossa della IUCN come EN (in pericolo\, vale a dire a rischio estinzione in tutto il suo areale)\, ed è a un passo dall’estinzione in FVG. Il suo areale di distribuzione è limitato al bacino del fiume Po ed a quelli afferenti all’Adriatico nel nord Italia\, Svizzera\, Francia e Austria meridionale (www.iucn.org). Presente in passato in molti corsi d’acqua del bacino idrografico Isonzo-Torre-Natisone\, ha subito un drastico calo a causa soprattutto delle modifiche degli habitat sopravvenute per cause antropiche mentre nel Reca esiste ancora una popolazione ben strutturata. \nIl Barbo balcanico (Barbus balcanicus) è una specie a distribuzione balcanica e in Italia è considerato autoctono nel solo bacino dell’Isonzo. Attualmente risulta presente sul territorio regionale solo in alcuni tratti del torrente Judrio\, nel Reca e in pochissimi corsi minori e fossati del collio isontino e sloveno. Pur non essendo compreso nell’elenco dei pesci in via di estinzione\, la sua sparizione dai residui corsi d’acqua friulani in cui è confinato comporterebbe la scomparsa della specie dal territorio italiano. Da molto diffuso e comune anche in piccoli fossati ha subito un drastico calo numerico a causa di devastanti opere di manutenzione e canalizzazione dei corsi d’acqua. \nIl cobite Barbatello (Barbatula barbatula) ha un areale che comprende quasi tutto il Paleartico. E’ una delle poche specie ad ampia distribuzione che non sia stata sottoposta ad indagini molecolari per accertarne la conspecificità di tutte le popolazioni. Da studi recenti fatti solo sul bacino Danubiano risultano essere ben 5 le specie del genere Barbatula presenti con differenziazioni del DNA da 7 a 13\,4%. In Italia vive solo nel bacino dell’Adige e nel bacino del Torre/Natisone/Isonzo ed è emerso che le popolazioni presenti nell’Adige sono molto simili a quelle trovate a nord delle Alpi mentre quelle presenti in regione (FVG) son ascrivibili alle popolazioni presenti nel bacino del Sava nella vicina Slovenia. In regione è presente solo nel bacino Torre/Natisone/Isonzo. Anche questa specie è ad altissimo rischio di estinzione e le cause principali sono sempre attribuibili alle opere di manutenzione e canalizzazione dei corsi minori dove un tempo era molto presente e al degrado della qualità dell’acqua. Nel Reca è ancora presente con una discreta popolazione.\n\n  \n  \n 
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