Riforma del territorio: il fronte ambientalista unito presenta in Commissione le proposte emendative al Ddl 90/26
Trieste, 12 settembre 2026 – Si è conclusa la fase di audizioni in IV Commissione consiliare sul Disegno di Legge n. 90 “Riforma del governo del territorio”. In questa sede istituzionale, le associazioni ambientaliste regionali — Associazione “Eugenio Rosmann”, WWF FVG, LIPU FVG e Legambiente FVG — hanno depositato un documento comune con l’obiettivo di perfezionare il testo prima del voto definitivo in Consiglio Regionale.
Le associazioni esprimono soddisfazione per la parziale revisione operata dalla Giunta, che ha accolto la richiesta di stralciare le deroghe al consumo di suolo per l’edilizia residenziale pubblica all’Articolo 5 (comma 4). Un provvedimento necessario che eviterà di gettare nuovo asfalto su aree vergini, indirizzando finalmente gli investimenti verso il recupero del patrimonio edilizio sfitto e degradato. Restano tuttavia alcuni nodi normativi complessi da sciogliere per garantire la piena efficacia della riforma.
Il dibattito ha evidenziato un orientamento comune su numerosi aspetti toccati dalle associazioni ambientaliste anche con gli altri organismi tecnici presenti volto a perfezionare il testo di riforma per favorire la massima certezza del diritto e l’efficacia della tutela ambientale.
Uno dei punti di maggiore rilievo giuridico riguarda l’Articolo 11, che definisce il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) e lo storico Piano Paesaggistico Regionale (PPR) come semplicemente “complementari”. Per assicurare la massima certezza del diritto ed evitare potenziali vulnerabilità costituzionali rispetto al Codice dei Beni Culturali (Articolo 145 del D.Lgs. 42/2004) — che sancisce la sovraordinazione della pianificazione paesaggistica — le associazioni, in linea con quanto evidenziato anche dalla Soprintendenza, chiedono di riscrivere l’articolo per riallineare chiaramente il testo alla gerarchia delle fonti.
Sul fronte del contenimento della cementificazione, sempre in merito all’Articolo 5 (commi 3, 4 e 5), i dati scientifici dell’ultimo Rapporto ISPRA fotografano la necessità di un approccio incisivo: il Friuli Venezia Giulia registra un incremento del consumo di suolo a fronte di un calo demografico. Per questo si suggerisce lo stralcio del comma 5 dall’ Articolo 5 e una revisione delle norme derogatorie ed extraurbane, promuovendo una rigenerazione basata sul censimento dei volumi sfitti anziché sul salvataggio automatico di vecchie zone di espansione.
In tema di “Sistema verde e blu” e resilienza climatica(Articoli 6 e 19), le associazioni — supportate anche dagli Ordini degli Architetti — propongono parametri qualitativi stringenti, come una Carta delle aree permeabili e della copertura arborea, integrando le Nature-Based Solutionsaffinché anche gli spazi pubblici (come i parcheggi) concorrano ai servizi ecosistemici urbani e l’armonizzazione del testo con gli obiettivi del Regolamento europeo sul ripristino della natura (UE 2024/1991). Si evidenzia inoltre l’opportunità di introdurre nel testo una pianificazione urbanistica dell’energia che governi la diffusione dei grandi impianti fotovoltaici, stabilendo l’obbligo di sfruttare prioritariamente le superfici già antropizzate e/o impermeabilizzate — come tetti, parcheggi e aree dismesse o da bonificare — e di incentivare i veri impianti agrivoltaici che garantiscono la continuità colturale con criteri cogenti di “giustizia territoriale”, vietando lo sprawling e la concentrazione indiscriminata di mega-impianti fotovoltaici a terra esclusivamente nei terreni agricoli della pianura.
Infine, le associazioni raccomandano di introdurre un limite temporale certo (tassativamente 24 mesi) all’Articolo 31-bis sugli “Usi Temporanei” di aree in deroga ai piani regolatori, e propongono l’inserimento di una clausola di salvaguardia all’Articolo 44 per ottimizzare il coordinamento burocratico e far confluire le funzioni dei Sistemi Territoriali Locali (STL) nelle rinascenti Province.
Riteniamo essenziale valorizzare quel patrimonio di “intelligenza sociale” e tecnica emerso dalle audizioni e presenti nella comunità regionale. Le associazioni ambientaliste auspicano ora che il Consiglio Regionale sappia tradurre queste convergenze in emendamenti definitivi, capaci di fare del Friuli Venezia Giulia un modello di reale transizione ecologica e certezza del diritto.
Associazione Ambientalista “Eugenio Rosmann” – Monfalcone (GO)
WWF FVG ODV – Trieste
LIPU FVG – Trieste
Legambiente FVG – Udine




