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RINVIATA A DATA DESTINARSI ESCURSIONE 17 novembre – Sass San Belin e verso Sagrado

RINVIATA A DATA DA DESTINARSI L’ESCURSIONE PROGRAMMATA PER IL 17 novembre ore 9.30 Cento visite – Escursione al Sass San Belin e verso Sagrado con rientro previsto in treno, capogita Claudio Siniscalchi , al Sassa San Belin saremo accompagnati dal custode Cianella Luciano Visintin ed Ivan Bianchin per la chiesa di Santa Maria in Monte.
Qui una breve descrizione curata da Scienza under 18
Sass de San Belin tra scienza, storia e leggenda
A Polazzo, ai piedi del Carso si erge un enorme masso, un monolite calcareo che domina
la pianura isontina, chiamato in dialetto bisiaco “ El Sass de San Belin”.
El Sass ha una storia doppia: da una parte c’è chi sostiene che si tratta di un fenomeno carsico, dall’altra chi invece sostiene che si tratta di un antico altare dedicato al Dio Beleno adorato dai Celti.
La nostra scuola si trova a Fogliano, ai piedi dell’altopiano carsico e, per conoscere meglio il territorio, siamo andati alla scoperta del Carso cercando notizie sulla sua storia geologica, scientifica, curiosità, leggende e quant’altro.
In una escursione al Sass abbiamo incontrato il signor Luciano Visintin detto “Cianela“ e fin qui niente di strepitoso, se non fosse per il fatto che ha compiuto un’impresa eccezionale .
Quale? Adesso ve la raccontiamo.
Tre anni fa ha iniziato a ripulire il sentiero che da Polazzo porta al “Sass de San Belin”, un enorme monolite che da lontano sembra la testa di un uomo.
Ci siamo chiesti perchè mai un uomo, da solo, abbia deciso di compiere questo lavoro .
Le sue risposte sono state molto convincenti.
La storia ha inizio quando Cianela aveva più o meno la nostra età, otto-nove anni, e saliva sul Sass con gli amici. Lì giocavano agli indiani e con i materiali di cui disponevano (rami,
foglie, ecc.) costruivano casette.
Talvolta Cianela si sedeva in cima al Sass e, immaginando di essere un re sul trono, ammirava il panorama sotto e intorno a lui.
Una volta, insieme con i suoi cugini, ha trovato una bomba; l’hanno lanciata giù dal Sass, fortunatamente non è esplosa e si è persa nella boscaglia.
Passarono gli anni, intanto Cianela era diventato grande, si era sposato, aveva avuto dei figli, ma il pensiero del Sass era sempre nei suoi ricordi.
Da qualche anno ha iniziato a combattere contro l’inaccessibile intrico di rovi, cespugli, piante, pietre e ha sfidato il sentiero che portava al Sass.
C’era davanti a lui una grande boscaglia, alberi di marasca ( ciliegio autoctono), cespugli di foiarola (sommaco), tanti rovi che ricoprivano anche gran parte del Sass e davanti un mucchio di pietre che, una volta spaccate, ha utilizzato per il muretto a secco che costeggia il sentiero.
Quando era lassù, da solo, ha visto spesso caprioli, cinghiali e una volta addirittura una vipera col corno. Si è spaventato alla sua vista e l’ha uccisa, ma quel ricordo ancora lo rattrista perchè, ci ha detto, non bisogna mai uccidere un altro essere della terra. Gli animali sono liberi e non chiedono altro che essere rispettati.
È un luogo magico perchè possiede un miscuglio di forza, bellezza, sentimenti, ricordi.
Ora dopo molti anni di abbandono, tante persone percorrono il sentiero per osservare da vicino l’enorme blocco calcareo.
Cianela, ci ha raccomandato di rispettare sempre la natura e si augura che qualcuno possa continuare il suo lavoro e averne cura.
classi quarte Scuola Primaria “C.Collodi” Fogliano Redipuglia.
