TALK DI ESPERTI ISONZO FIUME DI SCIENZA E PREMIO DI LAUREA AL FESTIVAL DELL’ACQUA
IL PREMIO DELL’ACQUA ALL’ING.LEONARDO SERAFINI PER UNA TESI SULLA RICOSTRUZIONE DELLE BARENE NELLA LAGUNA DI VENEZIA ED ESPERTI A CONFRONTO SUL FUTURO DELL’ISONZO
Il Premio dell’Acqua consiste in un assegno da €.500.- oltre a mari materiali offerti dall’Associazione e dal Comune ed un dolce della Pasticceria Maritani ed è stato assegnato all’ing.Leonardo Serafini, laureatosi all’Università degli studi di Padova con uno studio sulla ricostruzione di una barena nella laguna di Venezia. Insieme all’ong Wearevenice è stato prodotto un modello per pianificare la realizzazione con fanghi di dragaggio di una nuova barena e prevedere la sua evoluzione del tempo, tenendo conto dell’alzarsi del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici e del bradisismo che abbasso il terreno. Lo studio è stato apprezzato anche per le possibili applicazioni nella laguna di Grado e Marano e per aver posto l’attenzione su degli habitat di grande importanza e fortemente minacciati.
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Dopo la premiazione da parte del Sindaco di Staranzano dott.Marco Fragiacomo e la presidente della Commissione del concorso prof.ssa Miris Castello, ecologa del Dipartimento della Vita dell’Università di Trieste, si è esibito con alcuni brani musicali sul tema dell’acqua il coro del CAI di Monfalcone, diretto dalla maestra Manuela Denise Marcuzzi, e sono stati ricordati il prof.emerito dell’Università di Trieste Livio Poldini, ideatore del premio, e la prof.ssa Nicoletta Magrin, insegnante staranzanese che ha partecipato all’organizzazione del concorso fin dalla prima edizione 8 anni fa, entrambi scomparsi poco più di un anno fa.
La tavola rotonda dedicata all’Isonzo, realizzata nell’ambito del progetto regionale “Isonzo fiume di scienza“, sostenuto dal bando di divulgazione della cultura scientifica della Regione Friuli Venezia Giulia, ha visto nel ruolo di moderatore il dott.Nedi Tonzar, insegnante di Fiumicello che ha ricordato la sua lunga esperienza di osservazione del fiume, evidenziando i profondi cambiamenti degli ultimi decenni dal punto di vista naturalistico, fisico ma anche sociale.La professoressa Elisabetta Pizzul, docente di ecologia delle acque interne del Dipartimento di scienze della vita dell’Università di Trieste, dopo un’introduzione sulla natura del nostro fiume, si è soffermata sul suo ruolo ecologico e sullo stato di salute delle popolazioni ittiche, con alcuni endemismi di grande pregio e problemi per la presenza di specie alloctone, e le criticità legate agli interventi umani, a partire dalle dighe presenti in Slovenia.Il botanico Pierpaolo Merluzzi, collaboratore della Stazione Biologica Isola della Cona, ha descritto la grande diversità delle formazioni vegetali lungo il corso dell’Isonzo, una ricchezza che va salvaguardata e gestita con le giuste pratiche, in particolare dove il fiume si trova a contatto con l’agricoltura intensiva.
Per il naturalista Matteo De Luca, esperto di fauna selvatica e responsabile della Stazione biologica dell’Isola della Cona, la parola d’ordine è “dare spazio al fiume”. Lo farà con nuove acquisizioni e successive rinaturalizzazioni alla foce dell’Isonzo, ma si potrebbe fare su tutto il tratto finale del fiume, ampliando e gestendo correttamente le golene, con minori costi rispetto al previsto rifacimento di tutti gli argini.
Infine l’ornitologo Paolo Utmar, collaboratore della Riserva marina di Miramare e referente della piattaforma ornitho.it, ha messo in evidenza le profonde modificazioni nell’avifauna osservata in molti decenni di osservazioni, con specie migratrici che hanno beneficiato della maggiore tutela e la creazione di aree protette e quelle boschive che hanno visto l’espansione del loro habitat, mentre le specie legate agli ambienti prativi e agricoli sono in forte regressione, anche a causa dell’agricoltura e l’allevamento intensivo. Critica anche la situazione dei canneti d’acqua dolce, minacciati dall’ingressione marina provocata dai cambiamenti climatici.
L’ingegnere Emiliano Biasutto del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, pur riconoscendo alcune criticità sollevate dai naturalisti che l’hanno preceduto, ha ricordato le molte iniziative promosse dal Consorzio nella formazione dei propri operatori e degli agricoltori, la modifica di alcune procedure per migliorare la naturalità lungo i canali di bonifica (ad. es negli sfalci) e la collaborazione con l’Isola della Cona per gli interventi di rinaturalizzazione.
Il numeroso pubblico ha posto diverse domande sia al giovane ingegnere premiato sia agli esperti, concentrandosi in particolare sul problema degli sbarramenti sloveni del fiume Isonzo e l’ancora scarsa collaborazione transfrontaliera. Gli spunti del convegno costituiranno degli spunti per il Contratto di fiume, tavolo partecipativo che è in corso proprio presso il Comune di Staranzano.Se avete piacere di rivedere il video (registrazione e montaggio di Nevio Costanzo) dell’evento lo trovate sul nostro canale YouTube al link:




